“Io contro il Potere” di Friedrich Nietzsche

friedrich nietzscheFalsato il concetto di Politica*; falsato il concetto di moralità, la casta politica non si fermò qui. Non si poteva adoperare tutta la storia: si sbarazzarono di essa! Questi politici compirono una prodigiosa falsificazione, di cui resta come documento una buona parte della Televisione: con un singolare disprezzo per ogni tradizione, per ogni realtà storica hanno tradotto in senso politico il proprio passato di popolo, cioè lo hanno reso uno sciocco meccanismo salvifico di colpa, e di castigo, di devozione e di ricompensa. Se millenni d’interpretazione politica non ci avessero reso quasi insensibili alle esigenze di rettitudine in historicis, sentiremmo questo vergognoso atto di falsificazione della storia molto più dolorosamente. Pure i giornali appoggiarono i Governi: la menzogna di un «ordine morale del mondo» permea l’intera evoluzione della filosofia, persino di quella moderna. Che significa «ordine morale del mondo»? Che esiste una volta per tutte una volontà della Politica, che decide tutto ciò che l’uomo deve o non deve fare; che nei destini di un popolo o di un individuo la volontà della Politica appare dominante; cioè che egli castiga o premia a seconda del grado di obbedienza. La realtà, messa al posto da tale miserevole menzogna, significa: una certa classe di uomini parassiti, quella di politico, prospera soltanto a spese di ogni forma di vita sana, e abusa del nome dello Stato: chiama «Nazione» una forma di società nella quale il politico è colui che fissa il valore delle cose; chiama «volontà della Politica» i mezzi per raggiungere o mantenere tale stato di cose; giudica con freddo cinismo popoli, epoche e individui a seconda che siano stati utili o che abbiano resistito alla preponderanza politica. Basta osservarli all’opera: in mano ai politici l’epoca grandiosa della storia divenne un’epoca di decadenza; l’esilio, i lunghi anni di sventura. Essa si trasformò in un castigo eterno per la grande epoca, periodo in cui il politico non era ancora nessuno…. Trasformarono le figure molto libere e potenti della storia, a seconda delle necessità, in bigotti e miserabili ipocriti o in «atei», semplificarono la psicologia di ogni grande evento nella formula idiota «obbedienza o disobbedienza». Ma v’è di più: la «volontà della Politica» (cioè la condizione per mantenere il potere della casta) deve essere nota; a questo scopo era necessaria una «rivelazione». In parole povere: si richiede una grande falsificazione mediatica e si svelano le propagande, si rendono pubbliche con ieratico fasto, con digiuni e lamentazioni per il «lungo peccato». La «volontà della Politica» si era già istituita da molto tempo: tutto il male risiedeva nel fatto che il popolo si era allontanato dalle propagande… La «volontà della Politica» si era già rivelata… Che era accaduto? Con severità e pedanteria, fino alle imposte grandi e piccole che gli si dovevano pagare (senza dimenticare i bocconi di carne più gustosi: perché il politico è un divoratore di bistecche), il politico aveva formulato una volta per tutte quello che pretendeva, «quale era la volontà della Politica»… Da quel momento si organizzò tutta la vita in modo da rendere il politico indispensabile in ogni circostanza: in tutti gli eventi della vita, la nascita, il matrimonio, la malattia o la morte (il lavoro, il futuro), per non parlare del «sacrificio» (il pasto). Ecco apparire il santo parassita per snaturalizzarli, secondo lui per «santificarli»… Perché si deve comprendere questo: ogni costume naturale, ogni istituzione naturale (lo stato, l’ordinamento giudiziario, il matrimonio, l’assistenza dei malati e dei poveri), ogni necessità suscitata dall’istinto per la vita, in breve tutto ciò che ha valore in sé, a causa del parassitismo politico (o dell’«ordine morale del mondo»), diviene completamente privo di valore, nemico del valore. Alla fine si richiede una sanzione, è necessaria una potenza che conferisca valore, che neghi in ciò la natura di queste cose e crei allora, proprio per questo un valore… Il politico svaluta, dissacra la natura: esiste solo a questo prezzo. La disobbedienza alla Politica, cioè al politico, alla «legge», ora prende il nome di «reato»; i mezzi per «riconciliarsi con la Politica», come è giusto, sono mezzi che assicurano ancora più profondamente la sottomissione al politico: solo il politico «redime»… Da un punto di vista psicologico, i «reati» sono indispensabili in qualsiasi società organizzata da politici: sono i veri e propri strumenti del potere: il politico vive dei reati, ha bisogno che si «pecchi»… Principio supremo: «la Politica perdona chi fa penitenza», in sostanza: colui che si sottomette al politico.

Friedrich Nietzsche

*I grassetti sono sostituzione di parole che ho apportato adattandoli in senso politico, in quanto il testo originale di Nietzsche si rivolge e attacca (o sarebbe meglio dire inveisce) la religiosità non solo cristiana, e usa termini più inerenti ad un linguaggio ecclesiastico. A me è piaciuto leggerlo in chiave politica, perché in fondo, secondo me, il testo attacca il potere in sé.

[Il brano è tratto da “L’Anticristo” di Friedrich Nietzsche, Newton Compton Editori, cap. 26, pagg. 65-68 ]

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