La politica furbetta e il vittimismo di professione

untitledLe campagne elettore per i politici sono come il Natale, li fa apparire tutti più buoni, simpatici e soprattutto privi di macchie. Un candore che in natura non esiste. È risaputo che spesso la politica trascende il suo compito nobile di fare il bene collettivo e non fare l’interesse privato di chi si fa portatore di principi che spesso, se non sempre, sconosce. Cosa, però, che è meno nota, capita anche che la politica, specie come nei piccoli centri diventa una stampella per le vittime di professione, innescando illusioni, spoliticizzazione, malcontento e degrado morale che passa dal divide et impera al divide et guadagna. A sostegno di questa semplice tesi ci avvarremo delle preziosissime parole del filosofo Zygmunt Bauman tratte da “Vita liquida” (Edizioni Laterza) in cui si afferma: “Individuare e indicare con precisione un presunto colpevole per una determinata sofferenza presenta anche un altro vantaggio: può essere la premessa di una richiesta di risarcimento. Diventa possibile chiamare in causa un individuo o una persona giuridica, e non mancano certo i consulenti legali ben lieti di intentare causa per conto di chi soffre; una sentenza ufficiale a loro favorevole non solo procurerà a chi soffre, e al suo avvocato, benefici materiali, ma confermerà in modo inoppugnabile la presunzione di vittimizzazione, rafforzando l’effetto terapeutico della spiegazione-del-dolore-in-termini-di-vittimizzazione, ma lasciando intatte le cause del dolore.

La cultura della vittimizzazione-e-relativo-risarcimento si rifà all’antica tradizione della vendetta, che la modernità ha fatto di tutto per mettere fuorilegge e sotto terra, ma che in tempi liquido-moderni sembra reincarnarsi risorgendo dalla fossa non molto profonda in cui era stata cacciata. […] la vittimizzazione, come tutto il resto in tale società, può e deve avere il suo cartellino con il prezzo: il risarcimento monetario…” un risarcimento monetario che va, spesso, a discapito delle esigenze collettive primarie quali lavoro, precarietà, servizi pubblici e molto altro quando si tratta di esercitare questa antica “arte” del sentirsi sempre vittime perfino di inezie ricercando cause di querela spaccando un capello in  quattro.

Detto questo ora ci chiediamo se i professionisti del vittimismo proficuo alzeranno la voce o quereleranno perfino Bauman per aver avuto opinioni proprie e che contrastano con la piccolezza delle vittime di professione.

© Jim Tatano – pagina ufficiale

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