Le mie mille e una notte… in Qatar

01 copL’Oriente è un’esperienza dei sensi. Odori, colori, immagini visionarie e forti gusti hanno un potere travolgente che catapultano l’ignaro visitatore in un mondo diverso, in un mondo “altro” solo in minima parte conosciuto, forse vagamente immaginato e sognato da chi è abituato a visitare luoghi sconosciuti ma antichi quanto la memoria dell’umanità.
Accade, alle volte, che uno si ritrovi un amico coraggioso e avventuriero che per lavoro e interessi va a vivere lontano, molto lontano. Capita che questo amico, a te e altri amici, voglia fare un regalo nel riunire la combriccola a soli cinquemila chilometri da casa per riabbracciarvi, per cazzeggiare insieme una settimana e ospitarvi in un mondo diverso. Io ho la fortuna di avere un amico così, che ha un nome e cognome: Rosolino Amenta. L’emiro della compagnia.
Più o meno così inizia un’avventura che ha portato l’allegra combriccola formata oltre cheblo 27 da me, da Francesco Dentico e Liborio Ognibene, a fare un “salto” a Doha, l’esuberante e ricca capitale del Qatar.
Sebbene il viaggio in sé sia iniziato il 3 marzo, l’avvenuta in realtà è iniziata molti mesi prima con i soliti riti d’organizzazione, alcuni timori e una frizzante e sana incoscienza. Prima di partire, con alta probabilità abbiamo ripetuto, sfiorando il milione di volte, la frase “vi rendete conto che andremo in Qatar?” e giorno dopo giorno fra i “t’immagini…” e i “chissà se…” si materializzava davanti a noi il fatidico giorno della partenza.
blo 40Per me e Liborio ha avuto l’aspetto di un’alba uggiosa di Palermo che ci augurava un presto arrivederci. Poche ore dopo il primo abbraccio e le prime fragoroso risate con Francesco e tanto, tanto stupore vivo nell’iniziare quel volo infinito. Ma il nostro anfitrione ha giocato anche a fare il regista occulto d’un altra gradita sorpresa: ha aggiunto alla compagnia due grandi e splendidi occhi segreti come i fascinosi misteri d’Oriente. L’equipaggio a quel punto sembrava al completo, così tutto ebbe veramente inizio.
In un racconto de Le Mille e una notte − mai opera fu più opportuna − si legge: «Non si può parlare del piacere che si prova a percorrere il mondo senza sentire una gran voglia di viaggiare: ma i pericoli ai quali un viaggiatore si espone tolgono ogni attrattiva ai paesi stranieri». Anche i libri più saggi e antichi possono essere contraddetti. Sostare e sorvolare la Turchia in questi giorni mi pare un pericolo al quanto concreto, ma l’attrattiva che avevamo nel raggiungere la nostra meta non ci ha mai portato nessun scoramento (incoscienza? Sarà! Ma in questo momento vi scrivo da casa e non so se sia più pericoloso un Paese in conflitto o una terra appiattita dal nulla). Intanto, quel volo notturno giunse al termine e appena messi i piedi a blo 19terra abbiamo sentito il sapore di quella diversità da tempo studiata, ma non compresa a pieno fino a quel momento. Il mio primo pensiero fu “qui ‘gli altri’ siamo noi” e diventa fin troppo evidente che il conoscere in prima persona aiuta a spezzare pregiudizi e abbattere muri che esistono solo per ingrassare subdoli interessi politici. Ma torniamo a noi. Ci guardavamo intorno un po’ smarriti, stanchi e trasandati, ammirando a bocca aperta l’ostentazione di ricchezza che affermava come ovunque nel mondo un potere imperiale (il Qatar è uno Stato tanto piccolo quanto ricco, anzi è ricchissimo. E dove c’è ricchezza economica vi troverete anche una forte discriminazione sociale verso alcune etnie, d’altro canto una società in cui tutti sono ricchi necessità di una percentuale ampia di persone povere, o che si occupino di mansioni umili, per sottolineare che esiste una casta privilegiata).
blo 15Abbracciamo finalmente il nostro amico Rosolino insieme alla sua bella finlandese Leena, e ci buttiamo tra le braccia di una città moderna, piena di grattaceli e luci.
Ora, per questo viaggio, il plenum sembrava veramente raggiunto con la nordica Leena, la sorridente Valeria, il divertente Francesco, l’irriverente Liborio, l’emiro Rosolino e il sognatore che sarei io.
Con gli occhi ancora pieni delle luci stradali e delle torri il primo giorno siamo andati in giro a zonzo per familiarizzare con la città. In un solo giorno, il primo, abbiamo visitato così tante cose che sarebbe potuto bastare se la nostra curiosità non fosse stata insaziabile. Moderni grattaceli, musei, lunghe passeggiate in riva al mare, monumenti cittadini e finalmente i vicoli del Souq Waqif.
blo 23Il souq Waqif. Buttate via cellulari, orologi, calendari, agende e ogni qualsiasi aggeggio che indichi il tempo, il vostro tempo, perché sarete catapultati veramente in un racconto de Le Mille e una notte, Baghdad, el Cairo, Samarcanda, la Mecca o Medina, Damasco o Doha, Tunisi o Marrakesh, non vi renderete più conto di dove vi troviate, sarete in tutti questi posti e in nessuno di loro allo stesso tempo, in quel momento sarete nel centro di un cosmo tutto vostro dove luci, suoni naturali e voci arabe, colori di stoffe, spezie, animali, odori di polvere, estatici incensi e pietanze vi assaliranno, vi daranno una vertigine di sogno incantevole e accenderanno in voi un richiamo millenario. Non vi libererete − e non vorrete liberarvi − facilmente di queste immagini e sensazioni. blo 12Mercanteggiare è assolutamente d’obbligo, il più bravo della compagnia è stato Liborio che appena rivolgeva al mercante la sua frase magica “special price only for me” l’affare era bell’e fatto.
Provare diventa così la parola d’ordine. La curiosità è una spinta importante nella vita, in viaggio è l’ingrediente fondamentale per conoscere e sperimentare ogni novità. E se sei un occidentale che si trova in Qatar, o nel Medio Oriente in genere, tutto sarà per te una novità. Di conseguenza vorrai provare tutto. Come ad esempio i cibi più inusuali: noi infatti abbiamo gustato tra pietanze tipiche e salsette varie la cucina irachena, indiana, siriana, turca, egiziana e immancabilmente l’italiana − il richiamo di casa è sempre forte. Abbiamo assaggiato il Kunafa, uno zuccheratissimo dolce tipico arabo e bevuto bevande sciroppose a base di menta e limone. Tutto qui? A conclusione una fumatina di shisha in un ristorante blo 35marocchino accompagnata da un ottimo tè e dolcetti alle mandorle e al cocco. Spieghiamo cos’è la shisha. Non è altro che un narghilè (in territorio qatariota e in altri luoghi si chiama shisha) contenente cubetti di resina aromatica incandescente dai vari gusti di frutta o fiori o misti (il tipico è lemon and mint), non provoca vertigini, dipendenze o effetti allucinogeni, ma offre soltanto una simpatica ritualità orientale da Brucaliffo.
Chi pensa che nel deserto non ci sia “nulla” commette un errore madornale. Noi abbiamo visto ciò che tenevamo nascosto nel più blo 04recondito angolo del nostro animo, esperienza che ognuno di noi custodirà gelosamente. Ma non ci sarà gelosia nel raccontare che sempre nel deserto abbiamo assistito a un susseguirsi di magie incredibili: una lieve e rarissima pioggerellina ci ha accompagnato, un timido arcobaleno ci ha dato il benvenuto dal mare del golfo Persico durante un lentissimo tramonto che cambiava vivide sfumature di colori mai visti prima. Non abbiamo provato solo intense emozioni interiori, ma, dopo il classico tè nel deserto, anche le più frenetiche e spericolate scosse con la guida rocambolesca − cinture allacciate − dello yemenita Hmud in bilico sulle dune, in discese a gran velocità e scalandoblo 05 con il fuoristrada altissime colline di sabbia. Sballottolati dalla guida del nostro amico, battendo le mani al ritmo della musica araba e commentando al limite del delirio la folle esperienza ci siamo fatti grasse risate stranamente gratificate nella percezione del vago pericolo della velocità esperta.
Un brevissimo accenno alla religione: anche se è osservata in modo più ferreo rispetto a come faccio noi con la propria, la loro osservanza non è sicuramente fondamentalista come potreste credere. Parola di laico.
blo 28Un altro breve accenno alle donne tutte ammantate dal velo che lascia liberi solo piedi, mani e occhi (quando non il viso per intero). Non è questo il luogo per giudicare, o fare intromissioni su usi e costumi delle donne arabe… ma i loro sguardi, in quella linea sottile tra il nerissimo abito sapevano esprimere messaggi chiari, forti, accattivanti, di un magnetismo di cui si ci libera solo con uno sforzo deciso, ma anche così non è facile dimenticarlo perché riesce a toccare e scuotere sensibilità che sembrano sopite.
Io sono di quelli che pensa (forse sto per dire una banalità) che il viaggio è quell’esperienza che dal primo momento ti cambia; io non ho mai percorso un cammino anche tra i più brevi tornado senza aver acquisito qualcosa dentro, a maggior ragione quando si va in luoghi lontani si avverte un cambiamento, un sano turbamento e una visione del mondo “diversa” e più chiara dei fatti e del tempo in cui si vive. Il futuro è misterioso, adora essere ingannevole e nessuno sa cosa riserva, tuttavia ci illudiamo di pensare che sia costruibile, ma per quel che ne so l’uomo in quel viaggio chiamato vita tra le rovine o la modernità, tra le difficoltà e il facile, tra il sogno o la realtà, tra l’idiozia e il genio, andrà sempre nell’Altrove alla ricerca di cose meravigliose… insha Allah!

P.S.: Molti tra parenti e amici tramite social network e altri mezzi ci hanno seguito con passione e sana curiosità vivendo con noi questa avventura, ma c’è una persona che merita una menzione speciale, ed è la nostra amica Valentina, con la quale abbiamo condiviso, ahinoi a distanza, questo viaggio e che è stata ogni giorno nei nostri pensieri.
P.P.S.: Grazie per il ricordo di questo viaggio che porterò per sempre con me a Rosolino, Leena, Valeria, Francesco e Liborio.

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