Il matrimonio spegne la passione (solo) tra moglie e marito… parola di Pirandello

pirandelloAvvertenza. Brano tratto dalla novella Acqua amara presente nella raccolta Novelle per un anno di Luigi Pirandello. Qui si fa un ritratto del matrimonio − l’ammetto − un po’ maschilista, absit iniuria verbis, ma probabilmente verosimile per quanto riguarda un aspetto che porta alla rottura dei matrimoni moderni. Predomina un sentimento vanesio, il piacere non a sé o al partner, ma piacere al mondo con i suoi dettami frenetici, a volte assurdi e ridicoli, dimenticando d’aver creato legami con la stessa noncuranza e facilità con cui costruiamo solo vetrine insoddisfacenti di fragilità. Per il testo di Pirandello ognuno pensi ciò che vuole. Ma vi consiglio di leggerlo come ho fatto io: con leggerezza e divertimento.

[…] Caro signore, a una tale risposta la moglie guarderebbe il marito quasi per compassione, poi farebbe una spallucciata, come a dire:
– «Ma tu che c’entri?»
E avrebbe ragione. Le donne non possono farne a meno: per istinto, vogliono piacere. Han bisogno d’esser desiderate, le donne.
Ora, capirà, un marito non può più desiderar la moglie che ha giorno e notte con sé. Non può desiderarla, intendo, com’ella vorrebbe esser desiderata.
Già, come la moglie nel marito non vede più l’uomo così l’uomo nella moglie, a lungo andare, non vede più la donna.
L’uomo, più filosofo per natura, ci passa sopra; la donna, invece, se ne offende; e perciò il marito le diventa presto increscioso e spesso insopportabile.
Essa deve fare il comodo suo, e il marito no.
Ma qualunque cosa egli facesse, creda pure, non andrebbe mai bene per lei, perché l’amore, quel tale amore di cui ella ha bisogno, il marito, solamente perché marito, non può piú darglielo. Più che amore è una cert’aura di ammirazione di cui ella vuol sentirsi avviluppata. Ora vada lei ad ammirarla per casa coi diavoletti in capo, senza busto, in ciabatte e oggi, poniamo, col mal di pancia, e domani col mal di denti. Quella cert’aura può spirar fuori, dagli occhi degli uomini che non sanno, e dei quali essa, senza parere, con arte sopraffina, ha voluto e saputo attirare e fermare gli sguardi per inebriarsene deliziosamente. Se è una moglie onesta, questo le basta. Le parlo adesso delle mogli oneste, io, intendiamoci, anzi delle intemerate addirittura. Delle altre non c’è più sugo a parlarne.
Mi consenta un’altra piccola riflessione. Noi uomini abbiamo, preso il vezzo di dire che la donna è un essere incomprensibile Signor mio, la donna, invece, è tal quale come noi, ma non può né mostrarlo, né dirlo, perché sa, prima di tutto, che la società non g1ielo consente, recando a colpa di lei quel che invece reputa naturale per l’uomo: e poi perché sa che non farebbe piacere agli uomini, se lo mostrasse e lo dicesse. Ecco spiegato l’enimma. Chi ha avuto come me la disgrazia d’intoppare in una moglie senza peli sulla lingua, lo sa bene. […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...