Delegittimo, dunque sono

demo-delegittimazioneFilosofi, sociologi e pensatori di ogni risma intellettuale, (forse) mai come in questa epoca cercano di scattare una fotografia che descriva, col minor margine di errore possibile, la nostra società. Grazie a tali studi profondi, che non certo ci mostrano un quadro piacevole, anzi è fonte di preoccupazioni sul presente e sull’avvenire, che veniamo a conoscenza di nuovi termini come gentismo, post-verità, vita liquida, e altri. A fiutare le diverse teorie si nota che in molti casi c’è un abbondante predominio numerico “in errore” su una sempre più ristretta minoranza di persone comuni (o di livello culturale medio-alto, o che tendono ad un livello più altro della media, media già pericolosamente bassa) che si impongono come unica società, che votano e che avallano una forte, subdola (e oserei dire occulta, se il termini non venisse frainteso) delegittimazione di tutte le basi su cui si poggia e si dovrebbe poggiare la Società.
Un numero sempre crescente di individui si erge ad esperto e di conseguenza delegittima questi campi (quasi tutti): medicina (vedi cura cancro e vaccini); scienza in genere;
religione (dilagano miriadi di nuovi culti); politica, libertà di stampa; storia; cultura; sicurezza; solidarietà; clima; scuola; magistratura ecc. ecc. praticamente non c’è più una cosa vera (vedi post-verità). Tutto questo viene creduto o forse percepito come già nelle mani di “qualcuno” che ha già il “totale controllo” su tutto.
Una domanda: come mai c’è una quantità di notizie definite segrete che circolano con la più ampia, estrema e sovrabbondante libertà? Non sarebbe più credibile pensare che tutti questi segreti servano a distrarre, vista l’alta credibilità che ricevono, da cose più evidenti come palpabili mediocrità in molti settori, come corruzione dilagante, menefreghismo nei confronti delle leggi, degrado culturale eletto a orgoglio e forte presenzialismo mediatico degenerato in mercificazione di sé? Delegittimare tutto non ci fa essere (né apparire) intelligenti o preparati, cercare soluzioni o ribellarsi a costrizione di mercato forse sarebbe più efficiente.
Bisogna aver sempre in mente una cosa che va chiarita: l’uguaglianza di diritto o dei diritti, o meglio ancora sociale, è cosa ben diversa dall’uguaglianza intellettuale, culturale, e perché no?, mentale.
È vero che in molti campi non siamo messi bene, ma questo fenomeno che non voglio dire che peggiora le cose, ma sicuramente le mantiene stabili, non porta miglioramenti per il semplice fatto che chi avalla certe “verità” non è a conoscenza della propria volontà, non sa ciò che vuole e non sa nemmeno quale sia la reale causa delle pessime condizioni in cui viviamo. Dare la colpa genericamente alle banche, alla politica, alle multinazionali non ha senso, anche perché sappiamo tutti che così in alto i controlli vengono ostacolati, il decreto “salva banca” e il mancato elenco di chi ha causato i buchi alle banche che andranno rattoppati dallo Stato, e quindi da chi non c’entra nulla, è già un esempio palese.
Facciamo un esempio: dire che un politico deve andare a casa non fa paura a nessuno; ma dire “pretendo che il politico resti al suo posto e faccia leggi che migliorino il Welfare, i servizi, gli stipendi, il lavoro, meno neoliberismo sfrenato e più socialismo umano” ecc. ecc. è cosa ben diversa. La prima frase fa dormire sonni tranquilli ai politici e ai politici corrotti, invece la seconda farà dire loro “la gente ha iniziato a pretendere da noi il nostro dovere”. Votarli oggi per dire domani che devono andare via non ha senso. Ma fin quando delegittimeremo tutto, tutto ci sembrerà peggiore di quanto non sia, e il peggio di fuori come leader assassini e dittatori più o meno velati ci sembreranno migliori a tal punto da accettarli in casa nostra e con loro le loro politiche illiberali.

Jim Tatano

 

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