La viola del pensiero, dell’ozio e dell’amore shakespeariano

Viola-tricolor
Viola tricolor

Volete far innamorare perdutamente qualcuno di voi o di altri? Bene! Procuratevi una viola dell’ozio. In realtà non si chiama dell’ozio, ma è del pensiero. Forse nemmeno del pensiero, ma tricolore, no no, è più precisamente tricolor.
Immergiamoci della fantasia. Nell’opera di Shakespeare Sogno di una notte di mezza estate, all’Atto II Scena I, Oberon ordina al sua aiutante Puck di trovargli una viola del pensiero per farne una pozione potentissima che applicata sugli occhi chiusi di qualcuno sarà immediatamente capace di far innamorare alla follia della prima cosa che il malcapitato o la malcapitata vede aprendo gli occhi, siano essi persone o cose.
Parla Oberon:

[…] Pure non mi sfuggì il punto dove andò a cadere il dardo di Cupido; ed esso cadde su un piccolo fiore occiduo, che prima era bianco come il latte, ed è invece tutto vermiglio per la sua ferita d’amore: e le fanciulle lo chiamano viola del pensiero. Trovami quel fiore: te ne ho mostrato un giorno l’erba: il succo che se ne spreme, ove sia fatto cadere sulle palpebre di qualcuno che dorma, lo farà innamorare pazzamente, uomo o donna che sia, della prima creatura vivente che veda. Trovami quell’erba.

Nel testo originale la viola del pensiero è chiamata “love-in-idleness”, letteralmente “amore nell’ozio”. Ma spieghiamo bene qual è il fiore menzionato dal poeta. Sarebbe quello che si chiama viola tricolor, in inglese questo fiore prende pure nome in Johnny-jump-up, heartsease e wild pansy, quest’ultima dicitura si ricollega alla nostra viola del pensiero, in inglese per l’appunti pansy che deriverebbe dal francese pensée, ovvero pensiero. Allora perché love-in-idleness? Forse per via della spensieratezza degli amori giovanili.
Che pianta è nella realtà? Le viole del pensiero sono delle varietà ibride a vita breve, sono tipicamente del nord Africa de dell’Europa ed esistono diverse viole del pensiero come la già citata viola tricolor, la viola lutea, la viola odorata, e perfino una viola cornuta. Queste piante hanno fiori molto grandi e di colori sgargianti, dal bianco al nero puro, privi di profumo, solitamente a cinque petali, con centro scuro o giallo, in contrasto con il resto del fiore. Alcune varietà hanno venature scure e la fioritura avviene nei periodi freschi dell’anno, in autunno e inverno e all’inizio della primavera. E forse in Inghilterra (o ad Atene dove si svolgono le scene della commedia) fioriscono anche nelle notti di mezza estate, chi lo sa.
Questa pozione è ancora potente oggi? A guardare bene la lozione è sparita, ma l’effetto è rimasto, e ne siamo tutti contagiati. Siamo sopraffatti da amori folli, facili, estremi, ma privi di fondamento, non solidi, più desiderio che reale sentimento, ci

viola 2
Love-in-idleness

stanchiamo di amori tanto estremi come in preda a incantesimi, basta addormentarci in un modo che appena ci risvegliamo già ci piace qualcos’altro, non dico qualcun altro. Perché il nostro amore abbraccia anche oggetti, accessori, o tutto quello che concerne la sfera dei gusti, molto labili. Sei mesi fa mi piacevano la pizza con i pomodorini, le magliette verdi, leggere Coelho, comprare da Eataly e ascoltare una band “alternativa” a caso; oggi mi ritrovo che preferisco la pizza con le melanzane grigliate, compro magliette gialle, leggo Baricco, Eataly? un brand ben riuscito – al momento. Speriamo – e ascolto un’altra band a caso, tanto sono tutte uguali per testi e musica, e una vale l’altra. Poco è cambiato e cambierà ben presto di nuovo.
È un po’ come innamorarsi del primo che passa, anzi del primo che vedo. Per pigrizia di perseguire qualcosa in più, per la futilità di un istinto futile, non è nemmeno amore. E non parlo del amor di coppia, bensì di una Infatuazione Assoluta per senso di inadeguatezza, insoddisfazione cronica, farlo “tanto per”, non c’è un motivo o un sentimento, non ci devono essere.
Ecco gli effetti bizzarri della viola del pensiero? Del pensiero? All’orizzonte tanta pigrizia mentale, tanto ozio. Mentale.
Niente paura c’è sempre un rimedio bastevole a spezzare questi versi:

Tuo vino stilla
In sua pupilla,
Purpureo fiore
Che ha colto amore.
Lui al vederla
Freme e trasale:
Mai fu sì bella
Cosa mortale.
Lui a vederla
Freme e scolora,
E nuovo strazio
Farmaco implora.

ed è recitare questi altri pochi e facili versi:

Or tu ritorna com’eri,
Guarda con gli occhi di ieri;
Del fior di Cupido si spenga
L’effetto maligno, e ben venga
La benedetta e sovrana
Forza del fiore di Diana!

   Un solo unico problema, occorrerebbe trovare una erba antidoto, ma al momento non è dato sapere il nome. Nel frattempo continuiamo a innamorarci.

Jim Tatano

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1 commento su “La viola del pensiero, dell’ozio e dell’amore shakespeariano”

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