La Storia è ancora un esempio?

Nel bagaglio culturale medio della nostra società sembrerebbe ancora che sia un bene avere delle nozioni storiche, sembrerebbe cosa buona sapere chi era quel Tale, cosa avvenne in quel Luogo, che successe in quella Data. Dico sembrerebbe perché troppo spesso si notano lacune che interessano direttamente o indirettamente, per volontà o per incolpevolezza, gran parte di noi. Eppure siamo tutti concordi nel dire che conoscere la Storia (specie quella del recente passato) sia una cosa se non proprio fondamentale (per “l’uomo della strada”) perlomeno importante. Quindi siamo ancora interessati a quello che avvenne nel nostro passato, i più curiosi danno uno sguardo sempre più approfondito del tempo, la maggior parte sappiamo a grandi linee tra chi avvennero la Prima e la Seconda guerra mondiale, chi erano Hitler, Stalin e Mussolini.

A onor del vero bisogna ammettere che conoscerla è cosa ben diversa che studiarla, nel primo caso basta comprare un buon libro e leggerlo, nel secondo non è proprio così facile. Ma al di là di questo chi si interessa delle famose cause ed effetti sviluppa degli “anticorpi” sociali che permettono di vivere e comprendere meglio il presente, ovvero tutto quello che che sta succedendo intorno a noi. (Ma credo – e spero di sbagliarmi – che la lettura dei libri di Storia coinvolga un numero ristretto di individui e sempre meno comuni cittadini).

Se capitasse che il comune cittadino fosse sempre meno interessato alla Storia o più genericamente al passato si verificherebbe una perdita graduale della consapevolezza che riguarda la direzione del futuro, il “dove stiamo andando?”, e quindi uno smarrimento di tanti altri valori fino a subire la Storia invece di partecipare, se non proprio scriverla.

In molte epoche passate la Storia veniva creduta una volontà Alta, un disegno di Dio, per l’appunto il cosiddetto “cammino di Dio sulla terra” e non credo che oggi, almeno in Occidente sia ancora così. Uno dei tanti motivi è che abbiamo, non dico perso, ma sicuramente modificato il concetto di Dio. Il Dio attuale è sicuramente diverso dal Dio dell’800, del Medio Evo, o di 2000 anni fa, questo credo che inizi ad essere chiaro. Il Dio è meno presente nelle nostre vite, spesso lo sostituiamo (senza tanto accorgercene o curarcene) con l’appagamento di desideri dettati dalla società neoliberista: che ce ne facciamo di Dio se possiamo avere i beni materiali facilmente? Finché consumiamo non abbiamo bisogno di Lui; Lui è legato alle cose brutte che la nostra società dell’opulenza aborrisce come la povertà, la malattia, la vecchiaia, la solitudine.

karl popper
Karl Popper

Karl Popper nel suo Congetture e confutazioni (1969) e altrove ci mette in guardia che una simile visione erronea possa essere storicismo, ovvero «la concezione secondo cui la storia dell’umanità ha una trama, e se riusciamo a distinguere l’intreccio, possediamo la chiave del futuro», credenza questa molto radicata perché «Hegel e Marx sostituirono, a loro volta, alla Natura divinizzata, la Storia divinizzata. Si comprendono così le leggi attribuite alla Storia; i poteri, le forze, le tendenze, i progetti e i piani di questa; come pure l’onnipotenza e l’onniscienza del determinismo storico. I “criminali che si oppongono vanamente al corso della storia” prendono il posto dei peccatori contro Dio; e impariamo che non Dio, ma la Storia (la storia delle “Nazioni” o delle “Classi”) sarà il nostro giudice». Quindi qui iniziamo a vedere più o meno quando e tramite chi la Storia e Dio iniziarono a intraprendere vie differenti, per lo svantaggio di entrambi, perché oggi lo storicismo è del tutto spogliato del suo senso, potrei dire che è morto; ma Dio, sebbene non gode di ottima salute, è vivo, e si sta fortemente mutando e perfino frazionando. Resta però il fatto che in passato la Storia è stata disegno divino.

Se i mutamenti dei tempi e quindi dei popoli erano disegno divino ci si spiega più facilmente perché nel passato le guerre (fatti storici per eccellenza) erano legate alla volontà di Dio. Mi si dirà che oggi è ancora così perché ogni giorno sentiamo parlare di Jihad (guerra santa) e dell’attacco terroristico che l’Occidente subisce da sedicenti guerriglieri islamisti. Io risponderei che è vero per loro guerra e Dio vanno insieme, per noi no. Perché come ho già detto abbiamo cambiato il concetto di Dio e quindi il nostro rapporto con Lui, e non lottiamo più a difesa Sua, ma a difesa nostra e della nostra società. Inoltre aggiungo che per questi motivi, per noi occidentali, la lotta e le guerre a

karl-marx
Karl Marx

cui assistiamo non hanno più valore storico, ma sono solo fatti di intrattenimento quotidiano, della quotidianità che possono o non possono interessarci in base al nostro grado di interesse, anche se è indubbio che ci toccano tutti da vicini e ci condizionano. E ci danno argomenti su cui parlare senza capirli fino in fondo.

Appare evidente, se così è, che abbiamo spogliato la Storia del passato di una sua qualità indispensabile, fondamentale, che ci permette di agire, reagire, essere consapevoli di una volontà (non divina, ma) umana volta a creare, costruire e dirigere verso un futuro in cui si è acquisita un conoscenza grazie al passato, ai suoi errori e alle sue grandezze, entrambe utili, esempi da imitare e utilizzare contro chi non vuole che l’uomo moderno sia artefice del proprio destino, del destino della propria nazione, e del mondo spezzando le mille catene che ottenebrano il suo agire e perfino nascondono la sa condizione di degrado bestiale dorato e inebriante. La Storia può insegnarci chi sono i grandi uomini che hanno ribaltato le concezioni e le condizioni di paura per migliorare veramente il mondo, se queste figure vengono cancellate o denigrate dalla maggioranza subdola e ignorante, non sapremo mai riportare il mondo, o perlomeno indirizzarlo, a una condizione di benessere reale, di miglioramento e di felicità.

Friedrich Nietzsche
Friedrich Nietzsche

A tal proposito concludo con le parole di Friedrich Nietzsche tratte da Sull’utilità e danno della storia (1874): «In quale modo dunque la contemplazione monumentale del passato, lo studio dei classici e quello che fu raro nei tempi passati giova all’uomo presente? Da quello studio costui deduce che le cose grandi che un giorno furono furono possibili e quindi saranno ancora possibili in futuro; prosegue con più coraggio per la sua strada perché non ha più il dubbio che lo assaliva nelle ore di debolezza, quello di volere forse l’impossibile.»

Jim Tatano

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...