Il giglio di Milady

Alexander_Dumas
Alexandre Dumas

Chi avrà letto I tre moschettieri di Alexandre Dumas tra la miriade di aneddoti, vicende, scene e curiosità ricorderà di uno dei colpi di scena meglio riusciti, la scoperta del giglio inciso a fuoco sulla spalla di sinistra Milady.

Ma andiamo per ordine. Mi scuso in anticipo, ma – per aberrante e sadico piacere – sarò didascalico. Anche perché so che in fondo piace pure ai gentili lettori che io lo sia.

Nel capitolo XXVII intitolato La moglie di Athos ci viene raccontata dallo stesso Athos, mentore e figura di grande affezione per d’Artagnan, in preda a una forte sbornia che un suo “amico”, ovvero lui stesso, una volta era sposato a una donna di rango inferiore ma molto bella, dolce e di questa fu vittima d’inganno. A causa di un incidente, una caduta da cavallo, la donna perse i sensi, allora il marito per farla respirare meglio le lacerò la veste e scoprì una cosa che accese l’ira funesta. La donna era marchiata con un giglio.

Un giglio. Senza altra spiegazione, la faccenda viene commentata così: «L’angelo era un demoni, la dolce bambina era una ladra». Al momento, che sia una ladra è solo una supposizione di Athos. E dopo la scoperta si impegnò a vendicare l’atroce inganno impiccando la donna. A quei tempi non si scherzava con certe cose.

Comunque, fin qui sappiamo che avere un giglio marchiato a fuoco sulla spalla è un segno riprovevole.

Dieci capitoli più avanti, il colpo di scena! Milady, una splendida e diabolica donna agente al servizio del terribile cardinale Richelieu, ha lo stesso marchio! Ergo, è la moglie sopravvissuta di Athos.

La scoperte viene fatta da d’Artagnan che dopo un giro di intrighi riesce a infilarsi nelle lenzuola della donna, prima fingendosi il conte di Wardes, e poi, quando avviene la scoperta con la sua vera identità.

«Allora la batista lasciando a nudo le spalle, e proprio su una di quelle belle spalle candide e rotonde, d’Artagnan vide con un fremito inesprimibile il marchio del giglio, il marchio indelebile che imprime la mano infamante del carnefice».

Il segreto di Milady Clarick contessa di Winter è svelato! Le due donne sono la stessa persona, e hanno commesso un reato che ancora non sappiamo.

Milady de WinterD’Artagnan fugge immediatamente dall’amico Athos per raccontargli tutto, che già a causa di un pegno d’amore, un anello di Milady dato a d’Artagnan creduto un altro, nutriva dei sospetti, che così si rivelano fondati. Chiede certezze sul marchio, «Il giglio è piccolo, di colore rossiccio e come cancellato sotto uno strato di cosmetico profumato», ma ancora non sappiamo cosa abbia fatto la donna per meritare di essere marchiata e, di solito, a chi è destinato un simile trattamento, se solo alle ladre, se solo alle donne, e per quali delitti.

Altri indizi arrivano nel capitolo XLII Il vino d’Angiò in cui Athos e il suo giovane amico, ormai in possesso del segreto della donna, avendola in pugno meditano dopo numerosi tentativi di vendetta di Milady una loro transazione di pace o di neutralità della donna e qualora non venisse accolta di denunciarla alle autorità. «Può essere un’inglese che abbia commesso qualche crimine in Francia e che sia stata marchiata per punizione del suo delitto» e poco più avanti «Provate a rivederla e a spiegarvi con lei, ditele: “La pace o la guerra! Vi do la mia parola di gentiluomo di non dire mai nulla contro di voi […] altrimenti […] vi denuncio come marchiata”».

Un salto al capitolo XLV Una scena coniugale conferma che Athos e Milady in una vita precedente erano stati coniugi, in una vita lontana in cui si chiamavano conte de La Fère e Anna di Breuil. Ma ancora non conosciamo la colpa della donna. In altri capitoli si succederanno accenni per ricordarci della marchiatura, lettere anonime con cui si vorrà mettere in guardia sulla pericolosità donna con la frasi come «Se volete sapere che cosa è capace di fare, leggete il suo passato sulla sua spalla sinistra», e poi accuse dell’infamante segreto che porta inciso sulla carne.

La lettera ha un esiso e Milady viene fatta prigioniera, si tenterà di imporle un’identità falsa, Charlotte Backson, per farla deportare lontano da Londra e non infangare il nome del suo ultimo marito, lord Winter. Ma Dumas ancora tortura la nostra curiosità, di che colpa si è macchiata questa donna bella, bellissima, dal fascino demoniaco e maestra di intrighi? Fin qui possiamo fare mille congetture, e tra queste pure quella giusta, ma l’autore di lascia in sospeso. Finché nella sua prigionia, all’apice della sua arte demoniaca, inizia una sua confessione piena di inganni e falsità e finalmente, raccontando di aver subìto abusi e sevizie da un suo lontano aguzzino riporta una frase che quest’ultimo le avrebbe detto:

«“Siete una prostituta!” disse con voce tonante, “e subirete il supplizio delle prostitute! Sarete marchiata agli occhi del mondo…”»

fleur-de-lys-symbolEcco! Il giglio marchiato sulla spalla sinistra significa che la donna era stata una prostituta! Per una donna il reato dei reati, specie se si spacciava o aveva acquisito uno status nobiliare! Milady era una puttana!

«…lanciai ad un tratto un orrendo grido di dolore e di vergogna; un ferro bruciante, un ferro arroventato, il ferro del carnefice, si era impresso sulla mia spalla sinistra…»

Si riescono a sentire perfino le urla della donna e l’odore della pelle bruciata.

La nostra curiosità si ferma qui, anche se molte domande sono rimaste senza risposta, ma che l’Autore avrò modo di chiarirci, e non vogliamo togliere il piacere della lettura ai gentili lettori. Qualora avessimo in qualche modo rovinato la voglia di scoperta ci scusiamo, ma a nostra difesa diciamo che abbiamo cercato il minor danno possibile, ma la nostra voglia di capire e la nostra morbosa curiosità ha prevalso su ogni altro aspetto. Accade sempre così, un impulso ossessivo rovina altri sentimenti o sensazioni più sani e piacevoli. Ma volete mettere la soddisfazione di scoprire qualcosa che ha svegliato la curiosità a tal punto? Non era forse questa la potenza del romanzo popolare?

Jim Tatano

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