Il maestro Piscopo, la cultura dal volto umano

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Foto di Rosario Neri

Siamo abituati a ricercare le meraviglie nei luoghi lontani, nei posti sconosciuti e spesso capita che non ci accorgiamo di ciò che di bello c’è intorno a noi, a casa nostra, sotto il nostro naso. Eppure, ci ostiniamo a non credere che le cose brutte e le quelle belle siano proprio ovunque.

In Sicilia, a Palermo vive un maestro di professione, ma anche un Maestro per vocazione, originario di Favara. Un passato non facile, un presente pieno di impegni. Insomma, una missione. Stiamo parlando di Giuseppe Maurizio Piscopo. Due nomi non bastano per contenere le mille sfaccettature della sua personalità. Conosciamolo meglio.

La sua professione è quella di maestro elementare a Palermo presso il Plesso “Raffaello Lambruschini” e il suo rapporto con i bambini non è solo pedagogico, ma oserei dire paterno, perché a loro si rivolgono molte delle sue opere intellettuali, morali e quotidiane.

Ma facciamo un passo indietro. Come molti siciliani Piscopo ha conosciuto l’emigrazione dopo aver appreso il mestiere di barbiere nella sua Favara – in Sicilia, si sa, i barbieri nei paesi e nelle piccole città sono delle istituzioni, e dal mastro Agostino il nostro Piscopo apprese anche l’arte di suonare magistralmente la fisarmonica – e a Parigi con la sua inseparabile fisarmonica suonava nei bistrot; ma è stato anche a New York. Quindi, fin qui, barbiere e musicista. A me piace immaginarlo mentre suona nei pressi della Cinquantaduesima strada della Grande Mela. Ma andiamo avanti.

Nella terra di Pirandello la cultura letteraria è nell’aria e nel sangue delle persone che vi abitano, e appena scatta la scintilla nascono improvvise storie di fantasia, poteva non accadere all’eclettico Piscopo? Ecco: al suo attivo ci sono numerose pubblicazioni, per citarne alcune: Le avventure di Lino Panno (Qanat editore); Sogni e passioni (Medinova editore); due opere con Salvatore Ferlita Merica Merica (Sciascia editore) e La maestra portava carbone (Torre del Vento); e un racconto a tiratura limitata Il vecchio che rubava i bambini (Aulino). Quindi anche autore di libri. Può bastare? No! Perché il nostro factotum è autore anche di canzoni, tra cui la struggente Storia di Margherita. Ma è stato anche nel mondo della radio collaborando in questo settore con la Rai. E poi premi su premi, per la sua capacità, per il suo talento, per la sua umanità come il riconoscimento che nel 2000 ricevette dal Presidente della Repubblica Ciampi per l’impegno dimostrato nelle scuole a rischio di Palermo; recentemente gli è stato attribuito il Premio Buttitta per le tradizioni siciliane, il Premio Unesco 2005, il Premio Palcoscenico, il Premio Mauro Picone a Lercara Friddi, il Premio Rosa Balistreri insieme ai componenti della band Compagnia Popolare Favarese che ha contribuito a fondare con Giuseppe Calabrese, Mimmo Pontillo, Mario Vasile, Nino Nobile, Paolo Alongi per portare nel mondo le tradizioni popolari della Sicilia attraverso il canto e il Premio Letterario Magister Vitae.

E attualmente è tra i tre finalisti del Premio Racalmare Scuola.

E secondo voi, tutto questo può bastare? Assolutamente no, grazie a Dio! Perché Piscopo ha molti altri progetti in cantiere, oltre ad aver intrapreso delle collaborazioni giornalistiche raccontando storie di ieri e di oggi che valgono la pena di essere conosciute.

Va detto inoltre che il nostro maestro, ha un occhio particolare per i più piccoli, per i bambini che incontra ogni giorno, per loro qualsiasi attività egli compia lo fa pensando che possa essere una fiaccola morale che indichi loro una delle tante strade possibili per diventare buoni cittadini di domani.

Io gli ho posto una domanda. Quali sono le cose che più odi della nostra terra?

«La rassegnazione dei siciliani il non credere che tutto possa cambiare ed anche in fretta; l’ipocrisia di certuni che stringono mani che non andrebbero strette ed osannano persone che dovrebbero invece vivere in una “gabbia”; tutti gli imbrogli che vengono fatti nel nome del denaro e della sicurezza: banche, assicurazioni e investimenti. Tempo fa un amico mi ha raccontato che aveva assicurato un’automobile in provincia di Agrigento, ebbe un incidente a Reggio Calabria e l’assicuratore il quale sosteneva che quella assicurazione era infallibile, era un’assicurazione con le corna, invece era valida solo in Sicilia e quindi ha dovuto pagare tutti i danni anche se tecnicamente aveva ragione. Un’ultima cosa è l’informazione “farlocca” che viene data agli italiani ai quali viene raccontata spesso la mezza missa ovvero una mezza verità…»

Se vi capita di conoscerlo, di incontralo stringetegli la mano, scambiate con lui quattro chiacchiere, un bel sorriso, lui sicuramente avrà qualche bella storia da raccontarvi, perché anche se non lo sapete, lui fino ad ora ha fatto molto per voi e la vostra Terra, rendendola un luogo migliore.

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