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C’erano una volta i bordelli… in letteratura

I tempi cambiano, saremo banali a dirlo, e lo fanno rapidamente, stravolgendo usi e costumi, e tra questi anche il rapporto con il sesso è cambiato. Non vogliamo parlare di come oggi la società viva la sessualità, bensì di una scomparsa, quella di un filone letterario legato alle esperienze sessuali nei bordelli, quando ancora erano legali. Continua a leggere C’erano una volta i bordelli… in letteratura

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Pinocchio era no-vax e non credeva negli assassini

Le avventure di Pinocchio è uno di quei libri che tutti, in un certo qual modo, conosciamo; questa conoscenza collettiva gli arreca danno perché fa sì che molti, pur parlandone, non l’hanno mai letto. Anche con Marx era così – almeno come ci ha insegnato Brancati. Continua a leggere Pinocchio era no-vax e non credeva negli assassini

I libri e le copertine hanno vite separate

Alla veneranda età di 33 anni ho letto Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne – sì, per la serie non è mai troppo tardi, ed è pure bello arrivarci dopo. Avevo già letto con molto piacere altri classici dell’autore francese e anche questo non ha disatteso le mie aspettative. Ma tra le diverse riflessioni, una, fuori contesto, mi ha colpito: perché tutte le copertine in circolazione di questo libro portano l’immagine di una mongolfiera? Perfino nell’immaginario collettivo questo classico si associa al pallone volante. Ebbene, ribaltiamo le nostre certezze: i protagonisti e nessun altro personaggio usano questo mezzo di trasporto, anzi alla fine del libro, proprio alle ultime righe, Verne, come in preda a una premonizione, scrive: «A tal fine [Phileas Fogg] aveva impiegato tutti i mezzi di trasporto: piroscafi, treni, carrozze, yacht, navi mercantili, slitte, elefanti.» Ma non mongolfiere.
Questo perché la copertina può seguire logiche diverse dal testo e restare credibile, perfino indissolubile a tal punto da trovare un ruolo fisso e libero dal contenuto letterario.

Jim Tatano

La viola del pensiero, dell’ozio e dell’amore shakespeariano

Viola-tricolor
Viola tricolor

Volete far innamorare perdutamente qualcuno di voi o di altri? Bene! Procuratevi una viola dell’ozio. In realtà non si chiama dell’ozio, ma è del pensiero. Forse nemmeno del pensiero, ma tricolore, no no, è più precisamente tricolor. Continua a leggere La viola del pensiero, dell’ozio e dell’amore shakespeariano